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Emilio Barbaresi: semplici silenzi

“Ricerca fotografica e muoversi in spazi naturali, sono elementi essenziali per me che trovano un loro costante approfondimento, studio, cambiamento e sempre maggiore desiderio del nuovo, da vedere, sperimentare, valutare”

-Emilio Barbaresi-

Backstage
Backstage monti Sibillini

La Fotografia

La fotografia arriva nella vita di Emilio Barbaresi attraverso gli studi di cinematografia, dove conosce grandi autori come Tarkovskij e Herzog. Grazie a questi capisce come le immagini possono prendere una forma di linguaggio anche senza le parole. La sua attenzione si concentra infatti sui lunghi silenzi dei film, ricchi di grande forza e bellezza.

La sua ricerca inizia da un abbandono del movimento e dei dialoghi legati al cinema, per concentrarsi sulle singole immagini, per scoprire quanto queste possano esprimere da sole.

Backstage
Backstage monti Sibillini

Il Paesaggio

Il lavoro di E. Barbaresi nasce da semplicità e naturalezza, soprattutto per quanto riguarda i suoi soggetti: la passione per le escursioni e la natura incontaminata lo portano inevitabilmente al paesaggio.

Inizia sul litorale laziale affascinato dall’atmosfera eterea ed onirica che il mare ed il cielo creano insieme.

Circeo
Circeo

Progressivamente il lavoro di E. Barbaresi si sposta sulle montagne: dall’Abruzzo e le Marche fino alle Dolomiti e all’Islanda. Fortemente attratto verso le vette innevate trova in queste valli remote una sorta di integra e pura essenzialità degli elementi.

Monti Sibillini
Monte Vettore, Sibillini
Dolomiti, Emilio Barbaresi
Lago d’Antermoia, Dolomiti
Islanda, E Barbaresi
Skogafoss, Islanda

In tutti i suoi paesaggi mantiene una medesima visione che rimanda a un luogo in cui la geografia perde importanza, a favore del significato relativo dell’immagine.

L’analogico

Nel tempo E. Barbaresi si interessa alle diverse tecniche fotografiche e si avvicina all’analogico perché riflette al meglio la lentezza e lo studio accurato delle inquadrature che vuole ricreare. Trova in questa modalità una sincerità e concretezza che si attiene al suo modo di intendere il paesaggio.

Lazio, Emilio Barbaresi
Lago di Rascino, Lazio
Monti Sibillini, Emilio Barbaresi
Monti Sibillini

Per quanto riguarda la tecnica vera e propria E. Barbaresi è passato da pellicole di formato medio a grande: con fotocamere a corpi mobili ha un maggiore controllo e qualità dell’immagine.

Con il processo di sviluppo delle foto ci si ritrova nei luoghi vissuti durante gli scatti. Si approfondiscono le sensazioni vissute davanti a quei paesaggi.

Gran Sasso, E. Barbaresi
Gran Sasso

Si è creato nel suo lavoro questo forte binomio fotografia / paesaggio. Entrambi parte integrante della sua vita, che fanno del suo lavoro una vera attività fisica che richiede una continua ricerca tecnica. Questo per raggiungere anche posti più remoti, spinto dalla volontà di ricreare nelle sue foto quelle immagini che idealmente sogna durante le sue escursioni.

Nel desiderio di vivere la natura e le sue componenti, la fotografia ha ormai uno spazio importante: Emilio Barbaresi, anche senza l’attrezzatura, porta con sé una ricerca visiva più vera, più intima.

Dolomiti, Emilio Barbaresi
Dolomiti

FONTI
Contatti diretti con l’artista
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